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I CACCIATORI DELLE ALPI - ANTONIO TANTARI
Si chiamarono Cacciatori delle Alpi, ma il popolo...chiamolli garibaldini.
La spina nel fianco dell’armata austriaca.


Antonio Tantari

La creazione di un corpo di volontari da affidare a Giuseppe Garibaldi e impiegare nella guerra del 1859 fu concessa, ma allo stesso tempo ostacolata, da Cavour. Il primo ministro, infatti, desiderava sfruttare la popolarità dell’eroe dei due mondi per accendere l’entusiasmo della popolazione e per dimostrare che la guerra era veramente una guerra di liberazione promossa dal Piemonte perchè desiderata da tutti gli italiani; dall’altro, però, era stato costretto a promettere a Napoleone III, nella convenzione militare firmata nel dicembre 1858, la costituzione di corpi franchi: temeva quindi che la situazione gli sfuggisse di mano e che fossero favorite tendenze democratiche e repubblicane.
Il Corpo dei Cacciatori delle Alpi venne creato a seguito del Regio Decreto del 17 marzo1859, con volontari che dall’inizio dell’anno avevano raggiunto il Piemonte provenienti dal Lombardo-Veneto, dall’Emilia Romagna e dai Ducati. Con un successivo decreto reale, il 24 aprile fu previsto che facesse parte dell’Armata Sarda sotto l’autorità del Ministero della Guerra. Dato il gran numero dei volontari, il corpo assunse l'organico di una brigata. Inizialmente venne inquadrata su due reggimenti formati, rispettivamente, nei deposito di Cuneo e di Savigliano, che ben presto, dal 7 aprile, divennero tre (quest'ultimo formato anch’esso a Savigliano), grazie all’opera del generale Cialdini, il quale si avvalse anche della collaborazione del capitano Barone. I reggimenti erano formati ognuno da due battaglioni (anziché i quattro previsti per il resto dell’esercito piemontese) per un totale di 3.200 uomini con l’uniforme dell’esercito sardo. Vennero affidati alla guida di Garibaldi, inquadrato col grado di maggiore generale, il quale in un suo proclama affermò fin dall’inizio che non aveva «né spalline, né onori da offrire: io offro battaglie e 100 cartucce per ciascun milite. Per tenda il cielo, per letto la terra, per testimonio Iddio».