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LE COLLEZIONI DI STORIA PATRIA DI FRANCESCO TAMASSIA E DI MARCO GUASTALLA - STEFANO BENETTI E ELENA PALADINI
Tra le donazioni private di storia patria che hanno significativamente qualificato il collezionismo mantovano della seconda metà dell’Ottocento e alimentato la nascita del Museo del Risorgimento di Mantova, inaugurato nel marzo 1903, figurano senza dubbio quelle legate ai nomi di Francesco Tamassia e Marco Guastalla.

Tale considerazione è desumibile da un rapido sguardo rivolto all’inventario del museo redatto tra il 1903 e il 1907 da Giuseppe Lanzoni, componente della Commissione per il riordino delll’istituzione. Incaricato dal Municipio di Mantova, il Lanzoni compie infatti una ricognizione inventariale su tutto il materiale patriottico raccolto dal Comune a partire dal 1884, specificando su apposito registro anche il donatore di ogni reperto.
L’inventario riporta il nome di Tamassia per ben settanta volte relativamente alla donazione di 78 pezzi, tra oggetti (21), documenti (18) e volumi (39). Oltre alla consistenza numerica degli oggetti donati, ciò che balza immediatamente agli occhi consultando il registro è anche il fatto che essi sono riferiti per buona parte alla vicenda della congiura e del martirio di Belfiore, ambito che qualifica fortemente il profilo identitario del museo di Mantova.
L’esame dell’inventario Lanzoni evidenzia anche il decisivo apporto dato da Marco Guastalla alla collezione numismatica dell’istituto, con il lascito di 167 medaglie e 42 monete.
Questi primi elementi di analisi hanno sollecitato l’interesse della ricerca attorno al Tamassia e al Guastalla e alla loro attività di collezionisti privati mantovani di cose patrie nel periodo susseguente l’unità d’Italia.