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Risorgimento privato: nuclei collezionistici familiari nei musei lombardi.
Il corpo volontario dei Cacciatori delle Alpi nella seconda guerra d'Indipendenza
I Lombardi tra i Mille
1915-1918 La Grande Guerra
Regione Lombardia
 
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IL CORPO VOLONTARIO DEI CACCIATORI DELLE ALPI
NELLA SECONDA GUERRA D’INDIPENDENZA
La Mostra virtuale che qui presentiamo propone una selezione di circa novanta opere appartenenti ai Musei Civici di Lombardia dedicata alla seconda guerra d’indipendenza con una particolare attenzione rivolta al Corpo garibaldino dei Cacciatori delle Alpi. 
L’esposizione si colloca quindi nell’ambito degli interessi di ricerca che l’Associazione I Musei per la Storia in Lombardia sta conducendo ormai da alcuni anni sul tema del volontarismo garibaldino lombardo.
In questo quadro di riferimento è indubbio il significativo contributo portato alla causa italiana dai garibaldini che con grande trasporto combatterono nella seconda guerra d’indipendenza in Alta Lombardia contro gli austriaci per la liberazione del  Lombardo-Veneto a fianco e agli ordini dell’esercito franco-piemontese.
Dopo i falliti tentativi rivoluzionari dei democratici della prima parte degli anni Cinquanta, è infatti il Regno sabaudo che nel 1858 prende in mano la direzione della causa italiana. Cavour nel luglio ’58 stringe segretamente a Plombières  l’alleanza con Napoleone III in funzione antiaustrica. Vittorio Emanuele II nel gennaio ’59 dichiara di non essere insensibile al grido di dolore che da tanti parti d’Italia si leva verso di noi. Cavour incontra Garibaldi. Il Generale è ormai pronto a tornare a combattere, questa volta però agli ordini del re. Nel marzo ’59 con decreto regio viene istituito il corpo volontario dei Cacciatori delle Alpi al comando di Garibaldi, nominato maggiore generale dell’esercito sardo. Vengono organizzati tre reggimenti posti sotto il comando di Enrico Cosenz, Giacomo Medici e Nicola Ardoino, tutti reduci del ‘48-‘49. Il carisma del Generale trascina a centinaia i giovani italiani. Il 27 aprile gli austriaci varcano il Ticino. Scatta il sistema di alleanze costruito pazientemente da Cavour: Napoleone III si schiera a fianco di Vittorio Emanuele II.
Garibaldi viene inviato nella zona dell’Alta Lombardia. I volontari vestono la divisa  blu scuro dell’esercito regio. Le armi dei Cacciatori sono assolutamente mediocri, manca l’artiglieria e il genio, le guide dispongono dei cavalli soltanto perché propri. Nonostante l’inadeguatezza della dotazione militare, i Cacciatori dimostreranno comunque tutto il loro valore allontanando il nemico, numericamente sovrastante, da tutta la zona lombarda del Lago Maggiore e del Lago di Como.
La notte del 23 maggio i garibaldini, sorprendendo il nemico, passano il Ticino su dei battelli e approdano a Sesto Calende entrando in Lombardia. Il 26 affrontano a Varese 6.000 austriaci agli ordini del generale Urban. Garibaldi impartisce ai suoi uomini l’ordine tassativo di aprire il fuoco solo a cinquanta passi dal nemico ammonendoli che chi decide è sempre la baionetta. I garibaldini eseguono. Si combatte per ore e si mette in fuga il nemico. I garibaldini si ripetono il 27 maggio a San Fermo dopo un accanito combattimento. A sera entrano in Como, poi si portano a Lecco, quindi a Brescia e a Bergamo in un tripudio generale di popolo. Meno fortunato è lo scontro di Treponti del 15 giugno.
La vittoria decisiva dei franco-piemontesi nella battaglia di Solferino e di San Martino del 24 giugno arresta l’azione del Generale. La Lombardia, ma non il Veneto, viene ceduta al Piemonte ( la provincia di Mantova verrà tagliata in due porzioni, una sotto l’autorità piemontese, l’altra, che comprende il capoluogo, sotto il dominio austriaco).
La mostra ripercorre gli eventi bellici così come sono stati vissuti dai franco-piemontesi (prima sezione) e dai volontari garibaldini dei Cacciatori (seconda sezione), dedicando spazio anche al tema della propaganda e della celebrazione della vittoria italiana (terza sezione). (S.B)
Sez.1 - 1/47 - LA SECONDA GUERRA D'INDIPENDENZA 1859 Sez.2 - 48/70 - I CACCIATORI DELLE ALPI Sez.3 - 71/90 - LA VITTORIA - Propaganda e Celebrazione
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