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MUSEO STORICO DI BERGAMO
L´esposizione ottocentesca del Museo storico di Bergamo è allestita nel complesso della Rocca. Il percorso, organizzato in sezioni, parte dall´arrivo delle truppe francesi a Bergamo (1797) e tocca sino al 1870 i nodi tematici più significativi delle vicende del territorio bergamasco in rapporto con la storia lombarda e nazionale. Obiettivo è offrire una visione il più possibile completa attraverso linguaggi e testimonianze diversificati: il percorso si avvale di ricostruzioni d´ambiente, postazioni multimediali e schede esplicative asportabili oltre che di testimonianze materiali, provenienti sia dalle raccolte museali, sia dalle collezioni di istituzioni cittadine e provinciali nonché di privati cittadini.

Dopo un´introduzione sul dominio veneziano, l´esposizione propone la ricostruzione dell´albero della libertà, innalzato nel marzo 1797 durante i giorni della Repubblica bergamasca e analizza la situazione politica, culturale, sociale ed economica del territorio dalla discesa dei francesi sino al crollo del regime napoleonico.
 
La ricostruzione dell´albero della libertà
 
La ricostruzione dell´albero della libertà



 

Mappa
 
La mappa di Bergamo elaborata a partire dai dati del catasto 1853
 
La parte dedicata al periodo 1815-1847, sullo sfondo del nuovo regime austriaco, si sofferma sul ruolo economico e sociale della Fiera attraverso un´area tematica dedicata e su alcuni luoghi e personaggi significativi dell´ambiente culturale bergamasco, tra i quali il compositore Gaetano Donizetti.

La città, la sua forma, le sue architetture diventano i protagonisti: l´immagine di Bergamo viene ricostruita attraverso mappe originali d´epoca, manifesti con dati statistici, vedute e una postazione multimediale con planimetrie composte attraverso l´informatizzazione dei dati catastali del 1853.

Per il biennio 1848-1849 vengono indagate le diverse componenti politiche e sociali degli eventi rivoluzionari bergamaschi. Nel percorso, accanto ad armi e proclami, compaiono alcuni oggetti di uso quotidiano (ventagli tricolori, tazzine, sciarpe) che fungevano da strumenti di propaganda e da testimonianza di "fede" patriottica.



 

Il decennio 1849-1859 risulta centrale nell´esposizione, sia perché Bergamo in quegli anni vive mutamenti notevoli da un punto di vista urbanistico e sociale, sia perché molti dei suoi uomini sono protagonisti a livello nazionale della costruzione unitaria.

La sezione si apre con la ricostruzione di una filanda serica per evidenziare la centralità di questa produzione nell´economia bergamasca e il ruolo primario in ambito socio-politico rivestito dagli imprenditori del settore.



 

Quale simbolo del dibattito patriottico del decennio viene proposta la ricostruzione del salotto di casa Camozzi nei dintorni di Genova, luogo d´esilio dei fratelli bergamaschi Giovan Battista e Gabriele e cenacolo politico democratico.

Bergamo è la città che ha portato nel 1860 il maggior numero di volontari tra i garibaldini in Meridione, 174, e che per tal motivo reca sul gonfalone l´appellativo "Città dei Mille".

I volti, le vicende, le motivazioni, le opinioni dei volontari bergamaschi vengono ricostruiti in una sezione dedicata attraverso ritratti fotografici e pittorici, armi, divise e documenti, accompagnati da una postazione multimediale che narra la Spedizione dei Mille basandosi sulle testimonianze scritte lasciate da due volontari, Guido Sylva e Francesco Cucchi.
 
Sezione Napoleonica
 
Sezione Napoleonica



 

Il percorso prosegue ripercorrendo il ruolo avuto dai bergamaschi nel completamento dell´unificazione dopo il 1860 e presentando la realtà cittadina e provinciale: la conformazione urbana e del territorio, l´organizzazione assistenziale pubblica e privata, il sistema scolastico e la situazione produttiva, che vede la coesistenza di attività e metodi di lavoro tradizionali con un sempre più intenso sviluppo industriale, documentato da una postazione multimediale.

Chiude l´esposizione la ricostruzione di Porta Nuova, simbolo del ruolo egemone assunto in quel periodo dall´abitato in piano rispetto a quello sul colle.
 
Francesco Cucchi
 
Francesco Cucchi



 

Il cortile interno dell´Ospedale San Marco
 
Il cortile interno dell´Ospedale San Marco